Fiera di Primiero • Trentino • Italia

Roberto Papetti

Roberto Papetti, vive e lavora con i bambini a Ravenna da molti anni. Ha coordinato per 30 anni "La Lucertola" centro di educazione ambientale e di sperimentazione didattica del Comune di Ravenna, della rete INFEA Regione Emilia e Romagna.
Ha creato il "Tintinnabula" giocattolo museo. E' magnifico rettore della "Università delle biglie" in Romagna. Artista e costruttore di giocattoli ha ideato e realizzato pezzi unici e mostre; tra queste "Un mondo, dieci giocattoli, mille combinazioni", "La scienza in altalena" con la casa delle Arti e del Gioco di Mario Lodi, "Bigliodromi" per giocare all'Università delle biglie, per il festival della filosofia di Modena, "Lippe non truppe" sui giocattoli e la pace, "I regali del Mare" sull'inquinamento marino, "Vorticare di Trottole" e "Con tappo e dita" per il Comune di Carpi, "Kleenitudine" P. Klee a Ravenna e i bambini.

Pubblicazioni

Piccoli Gesti di Ecologia, Edizione Scienza, Trieste

Gioca e fai, Giunti Edizioni, Firenze

Giocattoli creativi, Editoriale scienza, Trieste

Tintinnabula giocattolomuseo, Edizione Arte Bambini, Bologna

Vita segreta dei giocattoli, Edizione Arte Bambini, Bologna

Testi collettivi: La seconda vita delle cose, Edizioni Erickson, Trento

ABSTRACT convegno 11 maggio 2013, titolo della relazione:
“Nei giochi dei bambini è nascosto un tesoro”

La parola "tesoro", muta e opaca per l'adulto, parla con eloquenza al bambino e brilla ai suoi occhi di uno straordinario fulgore. Non si tratta di ricchezze o  rarità  il cui valore possa essere calcolato in moneta corrente.
Non rimandano a  nessun anniversario, a  nessun giuramento, i tesori attengono al senso comune delle cose e alla qualunquità dei luoghi e della  vita, e tuttavia diventano consistenti e privilegiati perchè trovati. Sono "così come  vengono a noi", trovati perchè accolti per la loro lucentezza perchè sprizzano scintille. Possono essere una carta stagnola di un cioccolato, un sasso di un ruscello, un pinocchio di cartone, un cavalluccio di legno,  un tappo di latta...prevalentemente sono giocattoli o cose che per queste emanazioni accrescono il carattere un po’ misterioso della loro natura.

Grazie ad essi, cioè a ciò che ritengono di aver scoperto o trovato, i bambini sfuggono allo stato di dipendenza in cui li tengono gli adulti. Diventando il fondamento della loro autonomia, li aiutano a prendere posto in quell'universo reale il cui godimento invidiano agli adulti e il cui accesso è loro proibito da tante umiliazioni e divieti ( non giocare con l'acqua, non toccare la terra, lascia stare il martello...).

Ma la cosa straordinaria è che questi giocattoli una volta assunti,  arricchiscono l'animo, insegnano, aprono a campi d'esperienza in chi li ha scoperti. 

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