
Formatrice nazionale di Arciragazzi (Vicenza)
Quando mi presento ai bambini per iniziare un incontro di gioco, dopo aver detto il mio nome, dico di essere una esperta di gioco, perché gioco da quando sono nata, e questo è successo tanti anni fa.
Quando, sentendo la mia pronuncia mi chiedono da dove vengo, rispondo “da casa mia”, e questa è un'altra verità. Quando mi chiedono cosa ho studiato, rispondo “i libri di Mafalda”, e anche questa è una gran verità. Infine alla domanda più importante di tutte, e cioè “cosa faremo insieme”, la risposta è “giocheremo”, e questo è il momento magico, a partire dal quale si aprono tante possibilità per conoscerci. Allora viene a galla che sono nata in Argentina, dove ancora oggi i bambini giocano per strada ovunque, che ho studiato molto per capire come il gioco sia utile nella formazione e nello sviluppo armonico delle persone, e che poi ho imparato tanto giocando con bambini e bambine nel mio paese, in Italia e in Europa.
Invece quando i destinatari della mia proposta educativa sono insegnanti, animatori o genitori, devo essere più “formale” e quindi il racconto diventa più serio e dico: sono Laureata in Lettere Moderne, nella Università Nacional de Buenos Aires, con specializzazione nella educazione non formale. Quando mi sono trasferita in Italia, mi sono dedicata all'insegnamento della Lingua, specializzandomi nel settore Traduzione e Interpretariato.
E la mia passione per il lavoro educativo con i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze, ho potuto alimentarla grazie alla collaborazione con l'Associazione Arciragazzi, della quale sono stata vice-presidente nazionale e responsabile della formazione animatori/educatori. Questo incarico mi ha permesso di conoscere la realtà italiana ed europea attraverso il confronto diretto con gli attori dell'educazione non formale da una parte e con l'istituzione scuola, dall'altra. Il mio CV è un lungo elenco di corsi di formazione, di laboratori progettati e realizzati in ambito di educazione formale e non formale, di interventi in luoghi dove si riflette sul gioco, ma non ho ancora trovato il tempo per scrivere un libro! Forse quando smetterò di giocare....
Arciragazzi e il Diritto al Gioco: dal riportare il gioco in strada, alla collaborazione con la scuola
(sintesi del percorso associativo)
La Convenzione ONU dei Diritti dei Bambini e delle Bambine e la legge 285/97: due strumenti
fondamentali per il lavoro educativo.
Declinazione nella pratica:
- Il gioco nell'educazione formale e non formale.
- Il gioco come linguaggio privilegiato nell'interculturalità.
- Il gioco come strumento per la gestione dei conflitti.
- Il gioco come strumento per il sostegno alla genitorialità.
- Il gioco nella comunicazione intergenerazionale.