
Antonio Di Pietro (www.antoniodipietro.eu) collabora con la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Firenze, docente LUDEA (Libera Università Dell’Educazione Attiva), referente nazionale del gruppo di ricerca e azione LudoCemea e membro del gruppo di ricerca internazionale Jeux et pratiques ludiques.
Svolge la propria professione di “pedagogista ludico” proponendo laboratori (scuola infanzia, primaria, secondaria di primo grado), formazione pratica (educatori, insegnanti, genitori), consulenze (musei, eventi culturali, servizi educativi), coordinamenti pedagogici (nidi, centri dei bambini e dei genitori, extra-scuola) e progettazioni sperimentali (didattica, intercultura, cittadinanza).
Tra le sue pubblicazioni, si ricordano i seguenti volumi:
Ludografie. Riflessioni e pratiche per lasciare tracce con il gioco, La Meridiana, Bari 2003
Reffo riffo riffo rero. Giochi ritmici di mani (con G. Staccioli), Carocci, Roma 2006
Giochi e giocattoli di una volta, Carocci, Roma 2007
Giocare ai tavolieri. Itinerari ludici nelle culture (con L. Franceschi), Kaleidos, Faenza 2009
Giochi dal mondo, Giunti Scuola, Firenze 2011 (Supplemento al n° 6 di “Scuola dell'infanzia”, Giunti Scuola, Firenze 2011)
Relazioni in gioco. 33 giochi della tradizione internazionale (con A. Bortolotti, E. Ferretti, G. Staccioli), Kaleidos, Faenza 2013
Giochi cooperativi, in: Staccioli G., Culture in gioco. Attività ludiche per l’apprendimento, Carocci, Roma 2004
Le sonorità della memoria, in: Staccioli G., Ludobiografia: raccontare e raccontarsi con il gioco, Carocci, Roma 2010
Giocare e pensare ai temi della vita, in: Collacchioni L., Mannucci A., Emozioni, cura, riflessività. Valorizzare le differenze per promuovere la formazione di ognuno, ETS, Pisa 2012
La ludodiversità: diversi giochi di giochi diversi, in: Iori V., Animare l'educazione. Gioco, pittura, musica, danza, cinema, parole, Franco Angeli, Milano 2012
Molto spesso si sente dire che i bambini di oggi non sanno giocare, giocano in maniera agitata, non sanno perdere, vogliono fare sempre giochi stereotipati, non si lasciano coinvolgere in nuovi giochi...
A partire da una panoramica sullo stile di vita dei bambini di oggi, chi fa educazione può individuare alcune alternative per controbilanciare gli "eccessi ludici" del nostro tempo. Educatori e insegnanti dovrebbero proporre un'alternativa ai giochi omologa(n)ti, a un certo modo di stare al gioco, ai giochi "sicuri". Potrebbero riportare l'attenzione ai materiali, alle tematiche e alle relazioni dei giochi. Così come a uno stile educativo "slow".
Non è facile stupire i nativi digitali, abbagliati da continui effetti speciali. Ma qualcosa è possibile fare.
Durante questo incontro rifletteremo su quali giochi proporre ai bambini di oggi, e in che modo. Perchè non è "solamente" una questione di giochi, ma anche di atteggiamento ludico. Una riflessione con esempi pratici e con lo sguardo rivolto al futuro.
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